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Gennaio 2007

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EDITORIALE: Confucio e lo sviluppo economico
L'OPINIONE DELL'ESPERTO - "Lady in the water"... ovvero il bisogno di speranza in azienda
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L'OPINIONE DELL'ESPERTO: "Lady in the water"... ovvero il bisogno di speranza in azienda

di Eugenio de Andrés e José María Díez, Tatum Consulting Group

L'ultimo film del regista indiano M. Night Shyamalan (lo stesso de Il sesto senso e Signs… ndr), Lady in the water, racconta una storia di magia e realtà, di speranza e quotidianità, un dilemma che anche le aziende oggi devono affrontare per mantenere e coinvolgere i propri talenti migliori e ottenere così risultati eccellenti.

Lady in the water è un film che Shyamalan ha scritto e diretto a partire da una storia che raccontava alle sue figlie. In essa narra che molti anni fa le ninfe dell'acqua convivevano con gli uomini dandogli consiglio e, grazie a questo, vivevano in armonia tra loro. Col passare del tempo però, gli uomini cambiarono e, travolti dalla propria tempesta, dimenticarono come ascoltare.

Shyamalan adatta con maestria questa leggenda ai giorni nostri, quando una ninfa arrivata da un mondo acquatico si rivolge agli abitanti di un piccolo residence per rivelare un segreto che può cambiare l'umanità. Della trama di questo film non bisogna rivelare altro per non perdere l'interesse alla sua visione, ma questo basta per lanciare una delle sfide più importanti che l'azienda odierna sta affrontando: il coinvolgimento dei dipendenti per raggiungere risultati straordinari.

Nel film di Shyamalan, ha un impatto molto forte il fatto che, nel mondo attuale, possano coesistere un piano magico ed uno reale, lo stesso scontro che i dirigenti devono affrontare nel gestire un piano "emozionale" che coesista con quello professionale dei propri team.

Secondo studi recenti, non è lo stipendio l'elemento decisivo per scegliere di cambiare azienda. Sempre più le persone considerano altri aspetti, più qualitativi e soggettivi, attraverso i quali valutare il proprio lavoro. Come risposta a questa realtà sempre più diffusa, le imprese stanno reagendo adottando programmi di conciliazione della vita professionale e personale, impiantando culture aziendali attraverso un insieme di valori e principi, "con politiche di responsabilità sociale aziendale ecc.".

Queste misure, sebbene molto interessanti, rappresentano solo la punta dell'iceberg. I dirigenti devono saper estendere questo spirito nella quotidianità e creare "speranze" che motivino i propri team, legandoli al loro lavoro, ai loro progetti, alla loro azienda.

L'ottimizzazione del talento è il primo passo verso questa direzione. E' necessario analizzare ognuna delle singole persone che compongono il team e, in maniera consensuale, assegnargli compiti o responsabilità nei quali possono apportare maggior valore alla compagnia. In Lady in the water si può vedere un chiaro esempio di questa impostazione quando il protagonista, Cleveland, il custode del residence, un uomo greve e senza alcuna paura, si trasforma in una persona carismatica man mano che il suo ruolo cambia. Quando trova un compito che si adatta alle sue qualità e potenzialità cambia radicalmente, sviluppando attitudini e abilità che prima erano impensabili per quel personaggio.

L'ottimizzazione del talento è un passo necessario ma non sufficiente per ottenere risultati eccellenti. Il vero segreto sta nel saper creare "speranze" che accendano la scintilla in ogni persona. Speranze che marchino la differenza tra un lavoro finito ed uno eccellente, tra un cliente assistito ed uno soddisfatto. Speranze che fanno in modo che le persone apportino l'extra che fa la differenza e, per questo, non serve un maggior apporto di tempo, approccio ormai superato. Per questo, è necessario un contributo di creatività, di coinvolgimento, un valore aggiunto che si ottiene solo quando le persone sono contente del proprio lavoro.

Nel film di Shyamalan, è la ninfa ad apportare la speranza, o meglio, la ninfa rappresenta l'elemento catalizzatore capace di risvegliare la speranza nel protagonista. E' lei ad apparire come l'opportunità di cambiamento, che si adatta perfettamente ai bisogni personali di Cleveland e che stimola l'illusione che gli manca e che, unita al suo personale talento, gli permette di realizzare un progetto straordinario.

Le speranze hanno una caratteristica comune: sono personali. Cioè, ognuno di noi, in funzione del momento personale, del modo di essere, delle circostanze, spera per motivi diversi. E' per questo che il responsabile del team deve essere in grado di cercare, cogliere o creare quelle speranze personalizzate che tocchino ogni persona là dove ne ha bisogno: un'opportunità d'affari, un cliente difficile, un progetto importante, una responsabilità interna… sono tutte possibili "speranze", possibili "ninfe" in grado di liberare quel valore aggiunto.

Risultati eccellenti=Talento+Speranza

Questa è la formula che riassume tutto: ottimizza il talento del tuo team, cerca di trovare il miglior posto per ogni persona e offrigli una speranza per la quale gli valga la pena di coinvolgersi; con creatività e conoscendo i bisogni di ogni persona senza dubbio si ottengono grandi risultati.

Il XXI secolo stabilisce nuovi modelli per il management, ma quasi tutti hanno un elemento comune: le persone. E' nelle persone che sta il potere di raggiungere gli obiettivi o far fallire una società, disegnare prodotti che fanno la differenza o offrire un servizio mediocre al cliente. In un'era segnata dalle persone, senza dubbio l'arte di dirigere si è trasformata nell'arte di saper concatenare speranze.

Autore
Eugenio de Andrés è laureato in Ingegneria Gestionale Informatica presso ICAI-ICADE con una specializzazione in Ingegneria Superiore di Informatica dei Sistemi conseguita all'università pontificia di Salamanca. La sua carriera professionale ha inizio in software AG come sviluppatore, analista e capo progetto per Correos, Cepsa, Bricohogar, Biblioteca Nacional, Aldeasa e Pilsa.

Nel 1995 ha creato e diretto diverse società di servizi su Internet tra cui: Publired, Netpoint e Magic Software che, nel 1997, è stata integrata in Tatum. Attualmente Eugenio De Andrés è membro direttivo di Tatum Consulting Group.

Autore
José María Díez, laureato in Psicología presso l'Università Complutense di Madrid si è specializzato in Formazione, Diritto del Lavoro e Gestione Risorse Umane.
Inizia la sua esperienza professionale come formatore nel centro Inem Martínez e, dopo una breve esperienza come documentarista di Antena3, prosegue come freelance nel settore della formazione occupandosi di importanti progetti in società come Renault e Iberophone. Dal 1997, José Maria Diez è uno dei dirigenti di Tatum Consulting Group.

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