Trattenere i talenti – qual è la value proposition?
di Alberto Gabbai, Presidente e Fondatore di Cezanne Software
Ci si imbatte spesso articoli o conferenze che parlano di “vincere la guerra dei talenti”, o di come trattenere le persone più valide, o di come diventare “un’azienda da scegliere”.
Partono tutti da una semplice assunzione di base: il talento è diventato una risorsa scarsa, e noi, in qualità di azienda, dobbiamo far sì che le persone di talento che abbiamo rimangano con noi e che altre persone di talento vogliano unirsi a noi e lavorare per la nostra organizzazione.
Questa è sicuramente un’affermazione vera, e lo sta diventando sempre di più a causa dei costanti cambiamenti dello scenario economico che premia in misura sempre crescente le “risorse intangibili”; ma la questione è più complessa di quanto appaia ad un primo rapido sguardo.
Innanzi tutto, la disponibilità del talento dipende da molti fattori, quali il settore, la località o il ruolo. Ad esempio, probabilmente è più difficile assumere e trattenere consulenti IT per un’azienda di consulenza di Londra che non per un’azienda automobilistica a Detroit assumere e trattenere ingegneri meccanici.
Inoltre spesso abbiamo bisogno di talenti capaci di svolgere attività che non esistevano nel passato, e per le quali pochissime persone sono state formate. Un esempio è costituito dai nuovi ruoli che la rivoluzione Internet ha creato, quali i web designer che devono dominare le ultime tecnologie web, ma devono anche avere conoscenze di concetti marketing e preferibilmente anche di vendita on-line. La tecnologia Internet si è diffusa così rapidamente che la scuola non riesce ancora a fornire corsi di studio che accorpano due o più professioni, una volta completamente separate, e le aziende devono formare le persone da zero. In questo caso è molto più di scarsità; i talenti richiesti semplicemente non sono disponibili.
E ancora, ci potrebbe essere scarsità di talenti in un reparto aziendale, mentre niente del genere si verifica per altri.
Detto questo, non esiste tuttavia nessuna controversia sul fatto che il trattenere i talenti sia diventato un vero problema per molte organizzazioni, sia nei Paesi occidentali sia nelle fiorenti economie Asiatiche.
Se un’azienda sta lottando per trattenere i suoi talenti, suggerisco di leggere un’intervista a Stewart Black, professore associato di comportamento organizzativo dell’INSEAD, che sostiene l’idea che la capacità di trattenere i talenti è legata esclusivamente alla value proposition che l’azienda offre ai propri dipendenti, così come la capacità di mantenere i clienti è legata alla value proposition offerta ai clienti. Può sembrare ovvio, ma non è questo il modo in cui le aziende pianificano tradizionalmente le relazioni con i dipendenti.
Black identifica quattro fattori fondamentali che rendono la value proposition di un’azienda particolarmente attraente per un dipendente: Leadership, Azienda, Ruolo e Retribuzione.
Mentre il fattore Retribuzione è quello ovvio, che ogni azienda cerca di gestire al meglio, c’è una forte corrente di pensiero che sostiene che la qualità della Leadership, la reputazione dell’Azienda stessa, e l’attrattiva del Ruolo sono tutti elementi che pesano, almeno quanto la Retribuzione, nel trattenere i dipendenti chiave, o nel vederli andar via dalla porta.
È la sfida dello specialista HR, nonché sua responsabilità, comprendere se e quanto serva trattenere i talenti in azienda, in quali reparti, e per quali ruoli. Una volta definito questo, si devono introdurre strumenti per raggiungere gli obiettivi, avendo chiaro in mente che ci potrebbe essere la necessità di incoraggiare il cambiamento in azienda per poterlo fare. Cezanne è in grado di aiutare con l’esperienza e gli strumenti che aiutano a capire meglio un percorso di carriera, ad identificare quali siano le conoscenze più richieste e cosa fare per svilupparle, ad introdurre indagini per misurare e monitorare il clima aziendale aiutando a mantenere le retribuzioni in sincronia con il mercato.
Per leggere l’articolo: http://knowledge.insead.edu/contents/Black.htm
Per ascoltare l’intervista: http://720plan.ovh.net/~inseadpoq/knowledge2/Black.mp3